L’Oro delle Fate

Riassunto


L'Oro delle Fate è una breve favola in versi e prosa che racconta la notte in cui la Simpatica Volpe convince la Signora Volpe a scavare in cerca di un tesoro nascosto sotto la luna piena. Le due trovano più oro di quanto avessero mai sognato e fanno piani per spenderlo e nasconderlo, pensando persino a un regalo per il loro amico Coraggioso Tasso. Ma la luna osserva tutto e conosce il segreto: l'Oro delle Fate porta con sé una maledizione per chiunque osi rubarlo.


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Se cercate l’Oro delle Fate,
dovete stare sempre attenti a quel che fate,
a non far trapelare mai il segreto,
o svanirà senza alcun dubbio leggero! 

La Simpatica Volpe chiamò la Signora Volpe una notte di luna piena:

“Prenderemo la vecchia carriola,
e scaveremo per l’Oro delle Fate nell’aiuola.”

Così partirono, la vecchia signora Volpe seduta sulla carriola, finché non arrivarono al luogo in cui la Volpe voleva scavare per trovare il tesoro nascosto.

“Tic, tic, tic,” faceva la sua pala nel terreno. “Evviva! evviva! evviva!” esclamò, mentre tirava fuori due scatole e continuava a trovare più oro di quanto avesse mai sognato.

Non persero tempo, puoi starne certo, a riempire la carriola con il tesoro, e a turno lo portarono a casa. Fecero progetti per spendere alcune delle monete sparse e decisero di nascondere il resto.

Avevano anche intenzione di fare un regalo al Coraggioso Tasso, che era il loro fedele amico.

Mentre tornavano a casa, la Simpatica Volpe ripeteva continuamente: “Il denaro è un ottimo alleato.”

Ma la luna rideva nel vedere la Simpatica Volpe nascondere il suo oro, perché sapeva che se qualcuno ruba l’Oro delle Fate, la sfortuna lo seguirà, a meno che non lo restituisca.


Credits

Laura Rountree Smith è stata una scrittrice e poetessa americana attiva tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, nota per le sue filastrocche e racconti fantastici dedicati ai più piccoli. In L'Oro delle Fate, unisce versi introduttivi a una storia in prosa, una struttura narrativa che riflette il suo stile vivace e il gusto per la morale sottile.