L’Elefante nella Stanza

Riassunto


In questa tenera storia per bambini, Lindi scopre un elefante nella sua stanza una mattina. Nonostante nessuno – né i genitori, né la maestra – creda alla sua esistenza e ripeta che “gli elefanti non vivono nelle case”, l’elefante accompagna Lindi durante la giornata, combinando guai divertenti. Solo quando l’elefante sembra scomparire, Lindi capisce quanto sia importante per lei e lo accetta apertamente come suo amico immaginario. Il racconto celebra l’immaginazione infantile, il valore dell’amicizia e il coraggio di credere in ciò che si vede, anche quando gli adulti non lo notano. Un’allegoria delicata sull’importanza di ascoltare i bambini e rispettare il loro mondo interiore.

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Una mattina, Lindi trovò un elefante nella sua stanza.

“Guarda!” chiamò. “C’è un elefante nella mia stanza!”

“No, non c’è,” le rispose la madre.

“Gli elefanti non vivono nelle case. Lo sanno tutti.”

L’elefante sbadigliò.

A colazione, il papà di Lindi chiese di dargli il latte.

“Non posso,” rispose Lindi. “L’elefante l’ha bevuto tutto.”

“Non c’è un elefante,” disse il papà.

“Gli elefanti non stanno in città. Lo sanno tutti.”

L’elefante fece un rutto.

A scuola, la maestra si lamentava: “Ma questa lavagna cos’ha? È rugosa!”

“Quella non è la lavagna. È il mio elefante!” rispose Lindi.

“Non ci sono elefanti a scuola,” disse l’insegnante. “Lo sanno tutti.”

L’elefante mangiò i panini della maestra.

Durante la pausa, l’elefante seguì Lindi al parco giochi.

Per sbaglio ribaltò l’altalena.

“Vattene via!” disse Lindi. “Non sei reale e non dovresti essere qui! Lo sanno tutti!”

L’elefante si chinò, poi si allontanò, strofinandosi gli occhi con la proboscide.

Dopo la scuola, Lindi non riusciva a vedere l’elefante da nessuna parte.

“Elefante!” chiamava. “Dove sei?”

Lindi tornò a casa senza di lui.

Si sentiva sola.

Così uscì fuori e seduta sui gradini aspettava.
E aspettava.

E aspettava.

E poi… vide una proboscide.

E le zanne.

E le orecchie.

L’elefante stava arrivando lungo la strada!

Corse verso di lui e lo abbracciò.

“Mi dispiace,” disse. “Non volevo! So che sei reale. Sei il mio elefante.”

L’elefante la sollevò e la mise sulla sua schiena e andarono in giro per la strada.

Salutò i suoi vicini.

“Salve, signor Green! Salve, signora Green!”

“Guarda Lindi!” disse il signor Green. “Come ha fatto ad arrivare lassù? Forse è cresciuta!”

“Non essere sciocco,” rispose la signora Green. “Le bambine non crescono così tanto. Lo sanno tutti.”

L’elefante portò Lindi al lago, e lei scivolò giù dalla sua proboscide come se fosse uno scivolo.

“Evvaiiii!” gridava. 

Giocarono tutto il pomeriggio, ridendo, spruzzandosi e schizzandosi con l’acqua.

Quella notte, l’elefante la mise a letto.

“Buonanotte, Elefante,” disse Lindi. “Grazie per la meravigliosa giornata.”

Le accarezzò la testa e si rannicchiò a dormire fuori dalla sua finestra.

“Gli elefanti sono gli amici migliori del mondo,” disse Lindi tra sé. “Solo io e il mio elefante lo sappiamo davvero.”


Credits

Pubblicato originariamente da Book Dash sotto licenza Creative Commons Attribuzione 4.0. Questo libro può essere letto gratuitamente su https://bookdash.org/books/the-elephant-in-the-room ed è stato creato da: Thomas Pepler (Designer), Michael . (Illustrator), Sam Wilson (Writer) Book Dash logo